Iperplasia Nodulare Focale (INF)
L’iperplasia nodulare focale (INF) è una delle più frequenti lesioni benigne del fegato ed è generalmente considerata la seconda lesione benigna epatica per frequenza dopo l’angioma. Si osserva più spesso in donne giovani o di mezza età ed è nella maggior parte dei casi riscontrata incidentalmente durante esami radiologici eseguiti per altri motivi.
L’INF si sviluppa quasi sempre in un fegato non cirrotico ed è oggi considerata una lesione iperplastica, cioè il risultato di una risposta locale del tessuto epatico a un’alterazione vascolare preesistente, più che un vero tumore con potenziale aggressivo. Dal punto di vista istologico, è costituita da epatociti sostanzialmente normali, con setti fibrosi che spesso convergono in una cicatrice centrale da cui si dipartono vasi a decorso radiale. Questa cicatrice, tuttavia, non è presente in tutti i casi e la sua assenza non esclude la diagnosi.
Le dimensioni sono variabili, ma spesso la lesione misura meno di 5 cm al momento della diagnosi. Può essere singola oppure, meno frequentemente, multipla. Nella grande maggioranza dei casi l’INF ha un comportamento del tutto benigno, con crescita limitata o assenza di crescita nel tempo. Le complicanze sono rare e non vi è evidenza che questa lesione rappresenti una condizione precancerosa.
La causa esatta dell’INF non è completamente definita, ma l’ipotesi oggi più condivisa è che si sviluppi in relazione a una anomalia vascolare arteriosa locale, che determina una risposta iperplastica compensatoria del parenchima epatico circostante. In altre parole, il fegato normale reagisce a un’alterazione del flusso sanguigno formando un nodulo benigno.
In passato è stato ipotizzato un possibile ruolo degli ormoni sessuali femminili e dei contraccettivi orali. Oggi, però, le evidenze disponibili non supportano un rapporto causale forte come invece avviene per l’adenoma epatocellulare. Gli estrogeni possono talvolta influenzare il comportamento dimensionale della lesione, ma l’INF non viene considerata una lesione ormono-dipendente in senso stretto.
La maggior parte dei pazienti è asintomatica. Quando presenti, i disturbi sono in genere vaghi e aspecifici, come senso di peso o modesto fastidio addominale. Gli esami di funzionalità epatica sono solitamente nella norma e anche i marcatori tumorali, inclusa l’alfa-fetoproteina (AFP), risultano abitualmente non alterati.
La diagnosi di INF è oggi principalmente radiologica. Ecografia, TC e soprattutto risonanza magnetica consentono nella maggior parte dei casi di raggiungere una diagnosi affidabile senza necessità di interventi invasivi. La risonanza con mezzo di contrasto, in particolare, rappresenta l’esame più accurato per caratterizzare la lesione.
Dal punto di vista dell’imaging, l’INF mostra spesso una vascolarizzazione arteriosa intensa e omogenea, talvolta con cicatrice centrale visibile. Un elemento molto utile è il comportamento alla RM con mezzi di contrasto epatospecifici: l’INF, a differenza dell’adenoma, tende spesso a mantenere o aumentare il contrasto nella fase epatobiliare, proprio perché contiene epatociti funzionanti e dotti biliari anomali. Questo aspetto consente nella maggior parte dei casi una distinzione non invasiva da altre lesioni benigne o maligne.
Le difficoltà diagnostiche maggiori si presentano quando la lesione è atipica, quando manca la cicatrice centrale oppure quando il quadro va distinto da adenoma epatocellulare, epatocarcinoma fibrolamellare o altre lesioni ipervascolari. In questi casi può essere utile una valutazione in un centro esperto con discussione multidisciplinare. La biopsia non è necessaria nella maggior parte dei pazienti, ma può essere presa in considerazione nei rari casi in cui l’imaging non sia conclusivo.
Come già anticipato, l’INF è una lesione benigna e nella grande maggioranza dei casi non richiede alcun trattamento. Quando la diagnosi radiologica è tipica, il paziente è asintomatico e non vi sono elementi di dubbio, l’atteggiamento corretto è conservativo. In caso di diagnosi certa, non è necessario il follow-up routinario e non vi è indicazione alla chirurgia preventiva.
L’eventuale trattamento dipende soprattutto da due condizioni: incertezza diagnostica oppure sintomi chiaramente attribuibili alla lesione dopo avere escluso altre cause. Anche nei casi sintomatici, tuttavia, è importante ricordare che il riscontro di una INF non significa automaticamente che essa sia la causa del dolore o del fastidio addominale.
La resezione chirurgica viene quindi riservata a situazioni estremamente selezionate, per esempio quando la diagnosi non può essere definita con sicurezza oppure quando la lesione causa sintomi persistenti e significativi.
È consigliabile una valutazione in un centro esperto di patologia epatica quando:
- la diagnosi radiologica non è tipica o permane un dubbio diagnostico;
- la lesione presenta caratteristiche atipiche all’imaging;
- è necessario distinguere l’INF da adenoma, epatocarcinoma fibrolamellare o altre lesioni ipervascolari;
- sono presenti sintomi persistenti non altrimenti spiegati;
- si osserva un incremento dimensionale documentato nel tempo;
- il riscontro avviene in un contesto clinico complesso o che richiede un inquadramento multidisciplinare.
In questi casi, la valutazione specialistica consente di definire con maggiore accuratezza la natura della lesione e di stabilire l’eventuale necessità di ulteriori approfondimenti o di trattamento.

